giovedì 22 marzo 2012

Quelli che hanno accesso libero

Sempre più, quando ti tengono a distanza, scopri che ci sono persone ad accesso libero. Ovviamente buone, naturalmente il più possibile distante nella maggior parte del tempo.
Non si può essere cattivi, quando si sta a migliaia di miglia. I cattivi sono sempre vicini, e tenuti a distanza.
Di consolazione c'è il fatto che i buoni sono eccitanti quanto gli oncologi.
Di contro che guadagnano molto lavorando poco, ammazzano i padri e mangiano le torte delle madri, curando le figlie terminali.
Qual karma.

8 commenti:

  1. Quello che scrivi è vero.Il più delle volte però la persona che più mi fa paura sono proprio io.
    Qualche anno fa andai dalla mia psicologa.Un giorno andò in crisi.Le dissi che non sarei più andato da lei.
    Persi il lavoro.Poi ci ritornai.
    Pagai 5 sedute con alcune mie poesie.
    (In realtà non erano poesie,erano alcuni testi di canzoni che scrissi con il mio gruppo.)
    Fu la cosa più dolce che vidi in lei.
    Per questo tuo post ti dedicherei Kap Bambino - Resistance Alpha .

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  2. Ma siamo poi sicuro che i "buoni" non siano, il più delle volte, semplicemente ipocriti, e i "cattivi" non siano semplicemente trasparenti nelle reazioni?

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  3. A volte i cattivi si celano dietro i troppo buoni!!
    sereno week end....ciao

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  4. no, non volevo porla come una diretta conseguenza dell'essere belli e intelligenti.
    e poi era la mia psicoterapeuta a parlare:
    cercava di risollevare le redini della mia autostima

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  5. Molte verità, cose su cui riflettere. Grazie ;)

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  6. Non posso che citare le parole di Woody Allen per esprimere il mio pensiero del momento dopo aver letto il tuo post:
    "Il mondo si divide in buoni e cattivi. I buoni dormono meglio ma i cattivi, da svegli, si divertono molto di più."

    Come dargli torto?

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  7. Sempre che, continuando a citare Woody, aver a che fare con loro non sia una "esperienza kafkiana".
    Tenuto conmto che i buoni sono Max Brod, ovvio.

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